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OCSE. L’Italia presenta a Parigi le eccellenze della risicoltura sostenibile.

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Il riso come indicatore avanzato della crisi climatica globale e della crescente pressione sulle risorse idriche. È questo il filo conduttore del convegno internazionale organizzato dalla Rappresentanza Permanente italiana intitolato “Every drop counts… Environmental Sustainability, Technological Innovation and Rice Cultivation”, svoltosi presso il quartier generale dell’OCSE a Parigi, dedicato al futuro della risicoltura in un contesto di crescente scarsità d’acqua.

Aprendo i lavori, l’Ambasciatore Luca Sabbatucci, Rappresentante Permanente presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi, ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità dei sistemi agricoli europei, sottolineando il ruolo strategico dell’Italia, che produce circa il 50% del riso dell’Unione Europea.

Nel corso dell’evento, l’OCSE ha presentato dati preoccupanti sulle prospettive economiche legate ai rischi idrici. Jaime de Bourbon de Parme, Direttore per l’Ambiente dell’Organizzazione, ha evidenziato come la collaborazione con l’Italia sia centrale per mitigare gli effetti del degrado degli ecosistemi. Secondo le analisi OCSE, la siccità è già oggi un fenomeno strutturale in vaste aree del pianeta e potrebbe generare, entro il 2035, perdite economiche crescenti, con impatti significativi anche sul settore risicolo, sia in termini di biomassa sia di rese produttive.

L’Italia si conferma un modello di resilienza e innovazione nella gestione delle risorse idriche per la coltivazione del riso, grazie alla peculiare configurazione del bacino del Po, alimentato dalle acque di origine alpina, e alla presenza di una storica e sofisticata rete di infrastrutture irrigue. Riccardo Preve (Riso Gallo SpA) ha sottolineato l’importanza di tecniche come la semina in asciutta per ridurre il consumo idrico, mentre Alice Cerutti (Cascina Oschiena) e Maria Chiara Goio (Riso Goio 1929) hanno illustrato esperienze virtuose che coniugano qualità produttiva, tutela della biodiversità e sostenibilità ambientale.

Il convegno ha infine ribadito che la salvaguardia del riso non riguarda solo l’agricoltura, ma rappresenta una sfida globale di sicurezza alimentare. In un mondo in cui questo cereale costituisce la base dell’alimentazione per circa la metà della popolazione, la capacità di renderne sostenibile la produzione sarà determinante per la stabilità economica e sociale delle generazioni future.