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Agenzia Spaziale Europea

 

Agenzia Spaziale Europea

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è una Organizzazione intergovernativa creata nel 1975 allo scopo di assicurare e sviluppare, a fini esclusivamente pacifici, la cooperazione fra Stati europei nel campo della ricerca e della tecnologia spaziali e delle loro applicazioni.

Nel 2015 con l’adesione di Estonia e Ungheria i membri sono divenuti 22 (20 membri UE, Norvegia e Svizzera). Slovenia e Lettonia sono ESA Associate Members avendo firmato l’accordo di associazione rispettivamente nel 2016 e nel 2020. Vi sono inoltre quattro Stati che hanno lo status di ECS (European Cooperating States): Lituania, Slovacchia, Bulgaria e Cipro.

L’ESA è una delle poche agenzie spaziali ad operare in quasi tutti i settori dello spazio: la scienza, che è l’unico programma obbligatorio, finanziato sulla base della scala contributiva dei Paesi membri, e numerosi programmi opzionali finanziati con contributi volontari, per l’osservazione della terra (Copernicus), le telecomunicazioni, la navigazione satellitare (Galileo), il volo spaziale umano, i lanciatori e la tecnologia spaziale.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è una Organizzazione intergovernativa creata nel 1975 allo scopo di assicurare e sviluppare, a fini esclusivamente pacifici, la cooperazione fra Stati europei nel campo della ricerca e della tecnologia spaziali e delle loro applicazioni.

Nel 2015 con l’adesione di Estonia e Ungheria i membri sono divenuti 22 (20 membri UE, Norvegia e Svizzera). Slovenia e Lettonia sono ESA Associate Members avendo firmato l’accordo di associazione rispettivamente nel 2016 e nel 2020. Vi sono inoltre quattro Stati che hanno lo status di ECS (European Cooperating States): Lituania, Slovacchia, Bulgaria e Cipro.

L’ESA è una delle poche agenzie spaziali ad operare in quasi tutti i settori dello spazio: la scienza, che è l’unico programma obbligatorio, finanziato sulla base della scala contributiva dei Paesi membri, e numerosi programmi opzionali finanziati con contributi volontari, per l’osservazione della terra (Copernicus), le telecomunicazioni, la navigazione satellitare (Galileo), il volo spaziale umano, i lanciatori e la tecnologia spaziale.

L’Italia è il terzo contributore al bilancio complessivo dell’ESA (nel 2020, 93 MEuro per contributi obbligatori e 571 per programmi opzionali)) dopo Francia e Germania e ha confermato il proprio impegno nei confronti dello sviluppo della politica spaziale europea durante l’ultima riunione ministeriale, tenutasi a Siviglia nel 2019. In quell’occasione, è stato annunciato che il contributo finanziario nazionale all’Agenzia sarebbe salito a 2,3 miliardi.
Le attività dell’ESA sono incentrate sulla cooperazione con gli Stati membri, con l’industria spaziale, con la comunità scientifica e con l’Unione Europea. L’ESA ha una politica industriale incentrata sul “ritorno geografico”, ovvero sull’impegno di distribuire le attività industriali in modo proporzionale rispetto alle contribuzioni di ciascuno Stato Membro.

Dal 1 marzo 2021, l'austriaco Josef Aschbacher https://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/Josef_Aschbacher_Direttore_Generale_dell_ESA è il Direttore Generale dell’ESA, il quale puo' contare su dieci Direttorati è rimasto invariato. Uno di questi, il “Technical and Quality Management”, è guidato dall’italiano Franco Ongaro, che dirige anche il centro ESA ESTEC sito a Noordwijck (Paesi Bassi).

Le due principali attività di esplorazione dell’ESA riguardano la Luna e Marte. Per entrambe l’Italia è attivamente coinvolta sia sul piano finanziario che per il coinvolgimento del comparto industriale del settore.

Nell’ambito dell’esplorazione lunare, è attualmente in fase avanzata di progettazione il “Lunar Gateway”, una stazione spaziale nell’orbita lunare che ospiterà un laboratorio scientifico e una base per le future missioni di esplorazione lunare e di altre parti del sistema solare. Il programma è frutto di una collaborazione dell’ESA con la NASA e le agenzie spaziali giapponese e canadese.

Nell’ambito dell’esplorazione di Marte, è in fase di preparazione la missione “Mars Sample –Return” che si propone di raccogliere campioni di roccia e polvere sul pianeta Marte e di analizzarli sulla Terra. Il progetto è frutto di una collaborazione fra ESA e NASA.

In passato le due iniziative che hanno visto maggiormente coinvolto la comunità scientifica e il comparto industriale spaziale del nostro Paese sono stati la “Missione Rosetta” e la “Missione Futura”. La prima ha visto nel marzo 2016 per la prima volta una sonda raggiungere una cometa distante dal sole, dopo un viaggio di 10 anni, e atterrarvi; i dati raccolti consentono di aumentare le conoscenze sull’origine del sistema solare. La “Missione Futura” di Samantha Cristoforetti, prima donna astronauta italiana, sulla Stazione Spaziale Internazionale (SSI) da novembre 2014 a giugno 2015 ha consentito la realizzazione di una serie di esperimenti e di attività di divulgazione per accrescere l’interesse delle nuove generazioni per la scienza e la tecnologia, in particolare sui temi della nutrizione e della salute. L’anno 2019 ha poi segnato la crescita dell’impiego dei lanciatori italiani “Vega” e la missione dell’astronauta Luca Parmitano.

Altri programmi di assoluto rilievo sono quelli condotti in sinergia con la Commissione Europea: il programma di navigazione satellitare “Galileo” e quello di osservazione della Terra “Copernicus”.

L’ESA ha la sua sede centrale a Parigi e alcune sedi distaccate, tra cui il centro ESRIN di Frascati. Può contare su uno staff di circa 2000 persone.

Le due principali attività di esplorazione dell’ESA riguardano la Luna e Marte. Per entrambe l’Italia è attivamente coinvolta sia sul piano finanziario che per il coinvolgimento del comparto industriale del settore.

Nell’ambito dell’esplorazione lunare, è attualmente in fase avanzata di progettazione il “Lunar Gateway”, una stazione spaziale nell’orbita lunare che ospiterà un laboratorio scientifico e una base per le future missioni di esplorazione lunare e di altre parti del sistema solare. Il programma è frutto di una collaborazione dell’ESA con la NASA e le agenzie spaziali giapponese e canadese.

Nell’ambito dell’esplorazione di Marte, è in fase di preparazione la missione “Mars Sample –Return” che si propone di raccogliere campioni di roccia e polvere sul pianeta Marte e di analizzarli sulla Terra. Il progetto è frutto di una collaborazione fra ESA e NASA.

In passato le due iniziative che hanno visto maggiormente coinvolto la comunità scientifica e il comparto industriale spaziale del nostro Paese sono stati la “Missione Rosetta” e la “Missione Futura”. La prima ha visto nel marzo 2016 per la prima volta una sonda raggiungere una cometa distante dal sole, dopo un viaggio di 10 anni, e atterrarvi; i dati raccolti consentono di aumentare le conoscenze sull’origine del sistema solare. La “Missione Futura” di Samantha Cristoforetti, prima donna astronauta italiana, sulla Stazione Spaziale Internazionale (SSI) da novembre 2014 a giugno 2015 ha consentito la realizzazione di una serie di esperimenti e di attività di divulgazione per accrescere l’interesse delle nuove generazioni per la scienza e la tecnologia, in particolare sui temi della nutrizione e della salute. L’anno 2019 ha poi segnato la crescita dell’impiego dei lanciatori italiani “Vega” e la missione dell’astronauta Luca Parmitano.

Altri programmi di assoluto rilievo sono quelli condotti in sinergia con la Commissione Europea: il programma di navigazione satellitare “Galileo” e quello di osservazione della Terra “Copernicus”.

L’ESA ha la sua sede centrale a Parigi e alcune sedi distaccate, tra cui il centro ESRIN di Frascati. Può contare su uno staff di circa 2000 persone.


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