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RATIFICA DEI PROTOCOLLI EMENDATIVI ALLA CONVENZIONE DI PARIGI

Data:

20/12/2021


RATIFICA DEI PROTOCOLLI EMENDATIVI ALLA CONVENZIONE DI PARIGI

L’Italia ratifica due strumenti internazionali che rafforzano i diritti di risarcimento delle vittime di incidenti nucleari

L’Italia ha formalmente ratificato a Parigi, il 17 dicembre 2021 presso la sede dell'OCSE, i protocolli che modificano la Convenzione di Parigi sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare e la Convenzione di Bruxelles complementare alla Convenzione di Parigi. Alla Cerimonia di Ratifica, organizzata dalla Nuclear Energy Agency nella sede dell’OCSE, ha partecipato il Rappresentante Permanente presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi Ambasciatore Antonio Bernardini. Entrambi i protocolli, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2022, assicureranno che le vittime di danni derivanti da un incidente nel settore dell'energia potranno ottenere un maggiore risarcimento.

Il 1° gennaio 2022, con l’entrata in vigore dei protocolli emendativi, la Convenzione di Parigi diventerà il regime internazionale di responsabilità che rafforza la copertura del rischio nucleare e fornisce il più alto importo garantito di risarcimento disponibile per le potenziali vittime di incidenti nucleari.

In linea generale gli importi previsti saranno di almeno 700 milioni di euro, ai sensi della Convenzione di Parigi, e i fondi pubblici forniti ai sensi della Convenzione complementare di Bruxelles integreranno fino a 1,5 miliardi di euro; questi importi rappresentano un notevole aumento rispetto quanto era previsto in precedenza da ogni forma di risarcimento.

La responsabilità degli operatori potrà essere calibrata per ogni Paese, secondo la specifica presenza di installazioni nucleari sul suo territorio, e potrà comunque essere declinata, nel caso dell’Italia, in funzione del minor rischio comportato dal fatto che il nostro è un Paese privo di installazioni nucleari attive per la produzione di energia elettrica. La Convenzione di Parigi modificata prevede infatti anche un minimo di 70 e 80 milioni di euro in caso di incidenti, rispettivamente, negli impianti a basso rischio (reattori di ricerca, depositi temporanei di rifiuti radioattivi, impianti in decommissioning) e durante il trasporto di materie nucleari.

Le vittime potranno presentare richieste di risarcimento per un periodo di tempo più lungo (30 anni dopo un incidente nucleare, invece di 10 anni) per lesioni personali o perdita della vita e per una gamma più ampia di danni subiti, come la perdita economica, il costo delle misure preventive e delle misure di ripristino dell'ambiente danneggiato.

La Convenzione di Parigi riveduta amplierà anche il suo campo di applicazione geografico permettendo alle vittime situate in alcuni paesi che non sono parti della Convenzione di Parigi di presentare richieste di risarcimento nel caso in cui subiscano danni o perdite a causa di radiazioni ionizzanti emesse da uno Stato della Convenzione di Parigi.

La Convenzione, così modificata, riguarderà un totale di 16 paesi coprendo 105 reattori operativi e 7 in costruzione, su un totale di 442 reattori operativi nel mondo e 51 in costruzione.

Per il nostro Paese questo significa una maggiore sicurezza per le installazioni e una maggiore copertura rispetto a potenziali incidenti che dovessero avvenire in Paesi limitrofi.

La Convenzione di Parigi modificata include anche una definizione più dettagliata di "danno nucleare". L'incidente di Three Miles Island nel 1979 e quello di Chernobyl nel 1986 hanno chiarito che il costo delle misure preventive, le perdite economiche e il costo del ripristino dell'ambiente sono parti importanti del danno derivante da un incidente nucleare. La Convenzione di Parigi è stata modificata per specificare chiaramente queste e altre categorie di danni, oltre a quelle esistenti di lesioni personali e danni alla proprietà.


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