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Il ruolo delle tecnologie da raffreddamento nella lotta contro il cambiamento climatico

Data:

14/12/2021


Il ruolo delle tecnologie da raffreddamento nella lotta contro il cambiamento climatico

La Rappresentanza Permanente presso le OO II a Parigi ha organizzato un nuovo seminario on line sul ruolo che le tecnologie di riscaldamento e raffreddamento giocano nel contrasto al cambiamento climatico, organizzato in collaborazione con IRENA International Renewable Energy Agency e con IIF/ IIR International Insitute of Refrigeration.

Intitolato "Il ruolo delle tecnologie da raffredamento nella lotta contro il cambiamento climatico", il webinar si è tenuto lo scorso 10 dicembre e ha visto la partecipazione di esponenti del mondo della ricerca accademica e dei settori industriali collegati al freddo e alla refrigerazione.

Partendo dall’assunto per cui una rilevante frazione della domanda mondiale di energia è attribuita alla climatizzazione degli edifici e alla refrigerazione e questa quota è in costante aumento e si prevede che raddoppi nei prossimi 20 anni, il seminario è stata l’occasione per sottolineare come l'efficienza dei sistemi di raffreddamento e riscaldamento e le relative tecnologie, avranno un ruolo sempre più importante nel prossimo futuro. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione per il 2050, l'uso di energie rinnovabili, anche nella climatizzazione degli edifici, oltre che in una porzione sempre più rilevante dei consumi finali sarà un fattore essenziale

Il seminario è stato aperto dalla testimonianza di Didier Coulomb, Direttore Generale dell’Istituto Internazionale del Freddo (International Institute of Refrigeration, IIF/IIR), l’organizzazione internazionale indipendente con sede a Parigi, cui aderiscono 59 Paesi la cui finalità è la raccolta, produzione e diffusione di conoscenze scientifiche e tecniche in tutti i settori della refrigerazione. Fondata nel 1908 (fra i Paesi fondatori l’Italia) ai primordi della diffusione delle tecniche di produzione del freddo, si occupa oggi di tutte le ricadute di questi settori a partire da quelle che incidono sulla sostenibilità e sulla salvaguardia dell’ambiente. Da alcuni decenni l’IIR si è occupata delle problematiche di inquinamento ambientale, dopo che i fluidi refrigeranti di maggior impiego (i CFC) erano stati identificati come i responsabili del “buco nell’ozono stratosferico”. L’Istituto ha inoltre animato il dibattito sulle regolamentazioni sempre più stringenti non solo relative all’impatto inquinante diretto come gas-serra, ma anche quello indiretto dovuto alla produzione di energia elettrica per il funzionamento delle macchine frigorifere.

I confronti a livello scientifico e tecnico portati avanti dall’ IIR , hanno portato alla recente Direttiva Europea F-gas, cui dovranno attenersi tutti i costruttori di macchine frigorifere che vogliano operare e vendere nella UE.

Ute Collier, Vice Direttrice del Knowledge, Policy and Finance Centre (KPFC) di IRENA, nel suo intervento ha ricordato come l’uso di energia per il riscaldamento è uno dei principali responsabili del cambiamento climatico. Il raffreddamento rappresenta attualmente una piccola parte dell'uso di energia, ma sta crescendo rapidamente. Per raggiungere gli obiettivi climatici, abbiamo bisogno di grandi miglioramenti nell'efficienza energetica e di un passaggio alle energie rinnovabili. Sussistono tuttavia molteplici barriere alla transizione energetica nel riscaldamento e nel raffreddamento. Per affrontarle, i governi devono attuare pacchetti di politiche globali che diano priorità all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili. Occorrono strumenti politici, opzioni e tecnologie specifiche adattate ai contesti nazionali e strutturate in maniera omogenea.

Al centro dell’incontro l'ampio spettro sotteso dalla Refrigerazione anche nella garanzia di sistemi sanitari e procedure mediche, quali ad esempio la conservazione dei farmaci, fra cui i vaccin,i e la sicurezza alimentare. Una interessante relazione a cura dell’Ing Achille del CIHEAM, è stata dedicata ad esempio all’utilizzo del raffrescamento nei contesti alimentare e medico-farmaceutico. Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, infatti, circa un terzo del cibo prodotto nel mondo ogni anno, ovvero 1,3 miliardi di tonnellate, viene sprecato perché i paesi in via di sviluppo non hanno una catena del freddo adeguata.

Sono state inoltre prese in esame una serie di applicazioni concrete e di progetti sull’utilizzo delle energie rinnovabili nella refrigerazione, a cura principalmente del Professor Renato Lazzarin dell’Università di Padova e del Prof Fabio Polonara dell’Università politecnica delle Marche.

Infine Biagio Lamanna della società Carel ha presentato l'evoluzione delle tecnologie innovative dedicate all'efficienza energetica e alla sostenibilità, fra cui controllori a microprocessore, i sistemi di umidificazione dell'aria. Un focus sui refrigeranti naturali ha inoltre spiegato come queste tecnologie hanno contribuito a reintrodurre nel mercato i refrigeranti della vecchia scuola, come l'anidride carbonica e gli idrocarburi, per sostituire gli HFC e simili fluidi dannosi per l'ambiente.
In chiusura Francesco Mastrapasqua, Presidente di Assocold, ha rivendicato l’importanza dell’eccellenza italiana nel settore del raffrescamento e del riscaldamento, dove il nostro Paese ha un ruolo di leadership sia tecnologico che per quote di mercato acquisite a livello globale.

 

 


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